The Family, una storia popolana

Dalla cassaforte di Francesco Belsito, il tesoriere improbabile, è spuntata pure una cartelletta con scritto “The Family”. Neanche nel più fesso poliziottesco con Maurizio Merli e le pantere verdi della Polizia sarebbe stata credibile, la caricatura di un cassiere così. Romanzo criminale è lontano, siamo dalle parti di rubamazzo, di certe ballate sbilenche di Van De Sfroos, della commedia dell’arte dei Legnanesi. E’ finita con Bossi che sbatte la porta, nell’impossibilità di arrendersi all’evidenza. Di rassegnarsi, che il Trota non “parla così bene l’inglese” come gli avevano detto. E la Bmw: “Mi ha detto che la sta pagando in leasing”. L’hanno guardato, lui forse ha capito. E i conti di tutti gli altri, e i 300 mila euro per il mutuo della scuola Bosina a Varese, la scuola della Manuela, sua moglie. Più che una storia criminale, una storia piccoloborghese. Due soldi messi via, il vecchio che invecchia, ma è ancora lui che firma, poi c’è l’amico e il genero dell’amico, e i militanti che hanno bisogno per il loro sogno, e il figlio è un po’ un coglione, ma dagli una mano tu, che se no la Manuela mi toglie il fiato.
Del resto Bossi non ne ha mai azzeccata una. Tranne per Radio Padania che, grazie all'acquisto di una piccola emittente di Varese, è riuscita a comprare varie frequenze". Persino Maroni ha più volte ricordato che all'inizio regalò molti soldi all'Umberto per pagargli i debiti. Quando anche Maroni sbagliava le cravatte, e non si era ancora rifatto il look. I bravi ragazzi vanno sempre in giro. C’è una scena di Goodfellas, il vecchio e memorabile film sulla mafia di Martin Scorsese, in cui Paul Sorvino in vestaglia, calzini e babbucce continua a girare le polpette al sugo come se niente fosse, per gli amici. Ma non è più a casa, è dentro una cella in galera. Ma che differenza fa. Quando c’è il mangiare e i bravi ragazzi di sempre, e le donne son fuori dalle balle, gli hai dato la casa la cucina e i gioielli, e chi se ne frega se la macchina è in leasing o chi ci ha pensato ai soldi.
Dichiarazione altrettanto memorabile del film. “Ho tanti figli maschi e sono tutti dalla parte della madre”, ha detto una volta Bossi, per dire che capiva i casini a casa del suo amico Silvio. “Per di più ho anche la sfortuna che c’è la Rosy che viene sempre a casa mia e dà sempre ragione a mia moglie”. Un padre di famiglia allargata mica può arrivare dappertutto. Dove sono i soldi? “Ma vaffanculo, picchia”.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
